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Storia della Parrocchia SS. Salvatore – Valleggia

Non si sa, al momento, quando sia stata istituita la Parrocchia di S.Salvatore, non essendosi rinvenuti  documenti sulla sua erezione. E’ certo però che all’epoca della visita apostolica di Monsignor Mascardi (1585), San Salvatore di Tiassano (come allora era chiamata) era chiesa parrocchiale. Sorgeva sul sito  dove successivamente, nel sec XVIII, venne eretto l’attuale Oratorio.

L’antica chiesa, sulle cui strutture sorge oggi l’Oratorio, era un edificio  a tre navate, tra i più imponenti della Diocesi, riedificato nella seconda metà del XV secolo sui resti di una chiesa ancora più antica. Le prime notizie certamente documentate risalgono al 1178 ed un manoscritto del 1221 collocava chiaramente la chiesa sull’asse viario che da Vado andava a Quiliano, per poi proseguire verso la via trium Poncium utilizzando i ponti romani tuttora esistenti sul tracciato dell’antichissima via romana Aemilia Scauri.

Primi anni del '900

Primi anni del ‘900

Dopo momenti di difficoltà, la Parrocchia raggiunse  una sua sicurezza economica. Fu allora che i Valleggini, all’inizio del XVII secolo decisero di avviare la costruzione di una nuova chiesa secondo gli stilemi proposti dal  Concilio Tridentino che prevedevano una navata unica, perché l’attenzione dei fedeli fosse concentrata sull’altare maggiore e sul celebrante. L’edificio fu quindi progettato  ad aula rettangolare con abside a pianta semicircolare, gli spazi interni delimitati da lesene con capitelli di ordine composito, volta a botte e quattro grandi cappelle laterali.

La consacrazione della nuova Parrocchiale avvenne il 19 marzo 1641 e fu dedicata a San Giuseppe, ma quasi subito comparve anche il titolo di Ss. Salvatore a cui era dedicata la primitiva, antica Parrocchiale: da allora le due titolazioni figurano spesso insieme nei documenti con preminenza ora dell’una ora dell’ altra.

Dei cinque altari laterali (comprendendo quello non più esistente della Madonna della Colonna), tre erano sotto il patronato delle famiglie più facoltose di Valleggia (cappella di S. Andrea, di S. Giuseppe e della Madonna della Colonna) e due “appartenenti” rispettivamente alle Compagnie del Rosario e del Suffragio.

A metà del XVIII secolo vi fu l’intervento di importanti stuccatori che decorarono secondo lo stile dell’epoca i vani degli altari laterali. Alla metà dell’Ottocento risale il coro ligneo, addossato alla parete interna dell’abside.

La chiesa era priva di campanile, essendosi mantenuto in uso quello dell’antica Parrocchiale (che fu inopinatamente mozzato nel 1938 e di cui resta oggi solo la struttura di base addossata all’Oratorio).

1911 circa

1911 circa

La torre campanaria attuale venne eretta nel 1891 e inaugurata con la posa del concerto di quattro campane, nel febbraio del 1892.

Nel 1925 la popolazione di Valleggia, sotto la guida del Parroco Don Olcese, provvide a dotare la chiesa di una facciata “monumentale” con le statue dei santi protettori della Parrocchia, sovrapponendola a quella originaria, molto semplice, del tipo “a capanna”.

Le pareti e la volta della chiesa oggi appaiono interamente ricoperte da un grande ciclo di affreschi realizzati con tema unitario di importante significato religioso: nel giugno del 1942 (in pieno periodo bellico) l’allora parroco don Angelo Genta affidò l’impegnativa opera al pittore bergamasco Emilio Nembrini che, con la collaborazione di Beppe Grimani la eseguì nel periodo tra il 1942 ed il 1946; le parti decorative, furono affidate da Nembrini al pittore Felice Dellepiane.

Per completare il ciclo con l’affresco absidale rappresentante la Trasfigurazione, furono rimossi la cantoria e l’organo che fu sistemato all’esterno dell’abside.

Nel contempo fu posato un nuovo pavimento, eretto il nuovo altare maggiore e demolita la cappellina della Madonna della Colonna per far posto al confessionale della parete destra.

A partire dal 1978 furono eseguiti cospicui lavori (parroco Don Pino Torcello). Gli altari laterali furono rimossi in occasione dell’esecuzione dell’impianto di riscaldamento (1978) e fu prolungato il presbiterio di circa 1 m. Le balaustre vennero ornate con le statue marmoree recuperate dalla demolizione del pulpito. L’antico affresco già nella cappellina della “Colonna” fu collocato nella nicchia sovrastante la porta di accesso al campanile.

N.S. della Colonna

N.S. della Colonna

Molti altri lavori come il restauro del tetto in ardesia e del campanile furono avviati negli anni successivi.

Della Parrocchia fanno parte anche la cappella seicentesca di Tiassano e, dal 1971, quella di san Pietro in Vincoli, nel sito archeologico di Carpignano.

 

Testo a cura di Teresina Piccardo e Gianfranco Gervino

1920

1920